In Attività

Cari Soci,

ancora una volta giungiamo alle scadenze natalizie e, come sempre, la graditissima occasione degli auguri consente una sintesi del lavoro svolto ed una anticipazione di quello futuro.

Nel corso del 2019 AICPF ha proseguito la propria attività, diretta alla affermazione delle buone prassi nella nostra professione, e ha organizzato diverse iniziative, come il convegno di Genova di marzo sulla psichiatria forense, ed il seminario di ottobre con una importante e condivisa riflessione su pseudoscienze e lavoro diagnostico – valutativo. Stiamo monitorando l’andamento della richiesta di revisione dei compensi in GP soprattutto dopo l’audizione in Parlamento del presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi .

Nel mese di Dicembre abbiamo preso una decisa posizione, giunta anche sulla stampa, condividendo il corretto contributo pubblico di un nostro Socio circa le metodologie impiegate nel c.d. “Caso di Bibbiano”. Negli scorsi mesi si sono svolte anche le riunioni del gruppo di lavoro sul consenso informato, che ha trasmesso al CD una bozza di documento sull’approfondimento diagnostico nelle CTU in tema di capacità genitoriale. Dobbiamo ricordare anche l’ingresso nel Comitato Scientifico della Prof.ssa Maria Antonietta Curci, che ringraziamo per il suo immediatamente attivo contributo, e il sempre vivissimo dibattito che si svolge nella chat dei Soci, ormai vero e proprio strumento di confronto, se non di informale supervisione, per ognuno di noi.

E’ stato quindi un anno intenso, che ha tuttavia posto alcuni interrogativi sulla nostra stessa Associazione. La riflessione sul nostro codice interno, il CEDIC, che non casualmente per quest’anno non ha avuto pubblicazione formale, ha portato il CD a interrogarsi sulla stessa identità di AICPF, il cui rischio è quello di seguire la tentazione di essere l’ennesima società scientifica del settore, peraltro “tuttologica” perché spazia su ogni possibile argomento dell’area psicoforense, o di ergersi a para – sostituto degli Ordini Professionali, con una autoregolamentazione deontologica sempre più minuziosa e severa. Tuttavia AICPF non è nata per questo, e resta ancora molto da fare per l’immensa area della tutela della professione, rispetto ai nostri sempre assurdi onorari, ed al crescente rischio di vessazione dei professionisti in un contesto giudiziario sempre più conflittuale e sempre meno tutelante, nel quale all’incremento delle richieste di adempimento corrisponde un sempre minore riconoscimento della serietà e specificità del nostro lavoro.

La prossima assemblea dei Soci, che si terrà entro il mese di marzo, sarà quindi molto importante, per un confronto tra tutti noi su un nuovo e più attivo modello di contributo da parte dei Soci, in quella logica di “militanza professionale” che ci ha fatto nascere e che deve essere mantenuta e decisamente incentivata, sempre al di fuori di qualsiasi personalismo ed auto – promozione.

Il 2020 sarà quindi un anno importante per AICPF ed avremo molto lavoro da fare, ma ora, a nome di tutto il CD, lasciatemi rivolgere a tutti noi, persone prima che soci e professionisti, l’augurio che questo Natale sia davvero caldo ed intimo, con i nostri cari, perché nessuno quanto noi conosce l’abisso del dolore e della miseria degli esseri umani, e ha bisogno di serenità, calore e quella rassicurante “normalità” che solamente la famiglia sa dare.

Che sia quindi un Natale bellissimo per ognuno di noi, e che il 2020 sia un anno di grande cambiamento e di riconoscimento della serietà e del sacrificio della nostra professione e, quindi, di ognuno di noi.

Un affettuoso augurio di Buon Natale e Buon Anno dal Consiglio Direttivo e, personalmente, da me.

La presidente

Giuliana Callero

 

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